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	<title>Rose Rosse d'Europa</title>
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	<description>Associazione Culturale</description>
	<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 14:02:42 +0000</pubDate>
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		<title>D&#8217;Alema a capo dei progressisti europei</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 14:02:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
da www.repubblica.it
L&#8217;assemblea della Feps lo ha votato all&#8217;unanimità. Fassino: &#8220;La sua guida è un contributo al riformismo Ue&#8221;.  Enrico Letta: &#8220;Questa nomina è un riconoscimento al Partito democratico&#8221;Massimo D&#8217;Alema è stato eletto presidente della Foundation of european progressive studies (Feps). L&#8217;assemblea della federazione, riunita a Bruxelles, si è espressa in suo favore all&#8217;unanimità.
&#8220;L&#8217;elezione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image308" height=96 alt=dalema.jpg src="http://www.roserossedeuropa.eu/wp-content/dalema.thumbnail.jpg" /></p>
<p>da www.repubblica.it</p>
<p><em>L&#8217;assemblea della Feps lo ha votato all&#8217;unanimità. Fassino: &#8220;La sua guida è un contributo al riformismo Ue&#8221;.  Enrico Letta: &#8220;Questa nomina è un riconoscimento al Partito democratico&#8221;</em>Massimo D&#8217;Alema è stato eletto presidente della Foundation of european progressive studies (Feps). L&#8217;assemblea della federazione, riunita a Bruxelles, si è espressa in suo favore all&#8217;unanimità.</p>
<p><strong>&#8220;L&#8217;elezione di Massimo D&#8217;Alema a presidente della Feps, oltre che alla persona è un riconoscimento all&#8217;originalità e al valore dell&#8217;esperienza del Partito democratico&#8221; ha dichiarato Piero Fassino. &#8220;La Fondazione per gli studi progressisti europei, - ha sottolineato - creata proprio per promuovere il confronto e la riflessione sul rinnovamento delle culture progressiste del nostro continente, è la più importante fondazione politica europea ed è uno dei luoghi più rilevanti per sviluppare quell&#8217;innovazione politica del riformismo che è una delle ragioni costitutive del Pd&#8221;. &#8220;Sono certo - ha concluso Fassino - che, da presidente della Feps, D&#8217;Alema, per l&#8217;esperienza e per la grande stima di cui gode in Europa, contribuirà a quel percorso di innovazione culturale e politico in cui tutto il Partito democratico si riconosce&#8221;.</p>
<p>&#8220;La nomina di D&#8217;Alema alla presidenza del Feps è un risultato di rilievo per tutto il Pd - ha aggiunto il vice segretario del Pd, Enrico Letta - una grande opportunità per i democratici e un riconoscimento per il ruolo di uno dei nostri principali e più autorevoli leader&#8221;. </p>
<p>Anche il vice presidente del Senato, Vannino Chiti, ha espresso le sue congratulazioni e i suoi migliori auguri di buon lavoro a D&#8217;Alema per l&#8217;elezione al prestigioso incarico di presidente della Feps.</p>
<p>&#8220;Un riconoscimento giusto e puntuale alla qualità del suo impegno politico e del suo profilo di uomo di governo&#8221;  ha dichiarato Sandro Gozi, deputato e responsabile per le politiche europee del Pd. &#8220;La nomina di D&#8217;Alema è per il Pd motivo di grande orgoglio e soddisfazione: uno dei suoi principali esponenti arriva alla guida di una tra le più prestigiose e stimate fondazioni europee, dimostrando la portata continentale dell&#8217;esperienza del progressismo Italiano&#8221;. </p>
<p>(30 giugno 2010</strong>
</p>
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		<title>In borsa esplodono le Cluster Bombs. Il 70% degli investitori possiede quote di fondi &#8220;armati&#8221;.</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 07:21:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Cosa pensereste se il fondo in cui avete messo i vostri risparmi investisse, sostanzialmente a vostra insaputa, in società del business degli armamenti? Peggio, se avesse in portafoglio titoli di aziende che producono armi messe al bando da convenzioni e trattati internazionali, come le mine anti uomo o le famigerate cluster bombs (bombe a grappolo)?
Vale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa pensereste se il fondo in cui avete messo i vostri risparmi investisse, sostanzialmente a vostra insaputa, in società del business degli armamenti? Peggio, se avesse in portafoglio titoli di aziende che producono armi messe al bando da convenzioni e trattati internazionali, come le mine anti uomo o le famigerate cluster bombs (bombe a grappolo)?<br />
Vale la pena rifletterci, perché la probabilità che ciò accada è piuttosto elevata. </p>
<p>Secondo una ricerca condotta da Merian Research e Ires Toscana, infatti, un investitore che mette i propri soldi in un fondo comune d&#8217;investimento italiano azionario o misto (oltre 400 quelli analizzati), ha circa il 70% di probabilità di acquistare un fondo &#8220;armato&#8221;, che detiene cioè azioni di imprese che producono armi.</p>
<p>La situazione non è piacevole specie alla vigilia dell&#8217;entrata in vigore, il prossimo primo agosto, della Convenzione delle Nazioni Unite, firmata a Oslo nel dicembre 2008, per la messa al bando proprio delle munizioni cluster. Sottoscritta da più di cento Paesi, è stata però ratificata al momento da poco più di una trentina, e l&#8217;Italia è fra quelli che mancano all&#8217;appello.</p>
<p>I dati sulle bombe cluster sono terrificanti. Si stima che nei conflitti degli ultimi dieci anni ne siano state utilizzate più di 360 milioni. Enorme il danno causato alle popolazioni civili: si calcola che degli 11mila individui che ogni anno rimangono vittime di questi ordigni laddove sono disseminati, il 98% siano civili.</p>
<p>Se proibire la produzione di queste micidiali armi è relativamente facile, però, assai più complicato è impedire che attraverso i mille canali dei mercati finanziari si possa comunque investire in imprese del settore, residenti magari in Paesi che non hanno aderito a trattati e convenzioni e tanto meno si sono premurati di legiferare in materia.</p>
<p>Ecco perché è stato appena presentato in Senato un disegno di legge che intende proibire la possibilità che gli istituti bancari e tutti gli altri intermediari finanziari, società di gestione del risparmio e fondi pensione compresi, possano investire in aziende che producono queste armi.</p>
<p>Il ddl n. 2136, che titola «Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e sub munizioni a grappolo», è stato promosso dalla Campagna italiana contro le mine insieme a Fcre - Fondazione culturale responsabilità etica, col sostegno della Rete italiana per il disarmo. E si deve all&#8217;iniziativa di una quindicina di senatori, in primis Silvana Amati (Pd) e Barbara Contini (Pdl), a dimostrazione che su questo tema è possibile costruire un consenso ampio e trasversale, bipartisan.</p>
<p>«Il ddl è nato dalla campagna internazionale contro le mine e dall&#8217;ultimo Rapporto («Worldwide Investments in Cluster Munitions: A shared responsibility») che ha segnalato come ancora oggi 20 miliardi di dollari nel mondo siano investiti in imprese che producono munizioni cluster», dice Sabina Siniscalchi, senior advisor di Fcre e appena nominata nel nuovo cda di Banca Etica, «e sapendo che in altri Paesi ci sono leggi di questo genere, abbiamo deciso di muoverci anche in Italia». In Norvegia e Svezia, ad esempio, sono stati i grandi fondi pensione a indicare la strada da seguire mettendo al bando tali investimenti.</p>
<p>Quale l&#8217;iter e i tempi prevedibili, ora, per il ddl? «Non si sa ancora a quale commissione verrà assegnato», risponde Siniscalchi, «anche se probabilmente andrà alla commissione Finanze del Senato».</p>
<p>Il rapporto è scaricabile da www.stopexplosiveinvestments.org</p>
<p>di Andrea Di Turi<br />
Da: www.vita.it</p>
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		<title>Decreto Legge del Consiglio dei Ministri :ecco cosa cambia con la nuova manovra economica.</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 07:18:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Non esiste ancora il testo definitivo del Decreto legge («Misure urgenti finalizzate alla stabilizzazione finanziaria e alla competitività economica») approvato dal Consiglio dei Ministri il 25 maggio scorso e presentato in conferenza stampa dal Ministro dell&#8217;Economia. La Manovra approvata dal Consiglio dei Ministri ha ancora parecchia strada da percorrere prima di diventare una norma definitiva. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non esiste ancora il testo definitivo del Decreto legge («Misure urgenti finalizzate alla stabilizzazione finanziaria e alla competitività economica») approvato dal Consiglio dei Ministri il 25 maggio scorso e presentato in conferenza stampa dal Ministro dell&#8217;Economia. La Manovra approvata dal Consiglio dei Ministri ha ancora parecchia strada da percorrere prima di diventare una norma definitiva. Il testo del decreto legge, che sarà portato alla firma del capo dello Stato, arriverà poi in Parlamento (probabilmente al Senato) per la conversione. Ma sono prevedibili ulteriori emendamenti da parte dello stesso Governo al suo stesso decreto.<br />
Un provvedimento da 24,9 miliardi di euro complessivi.</p>
<p>Per quanto riguarda in particolare la disabilità, vediamo quali sono le novità che riguarderebbero gli invalidi civili, se il testo divenisse definitivamente legge.</p>
<p>Un articolo pubblicato nella sezione Salute/Disabilità del sito www.corriere.it analizza l&#8217;articolo 10 (del testo non ufficiale), che tratta appunto di &#8220;Riduzione della spesa in materia di invalidità&#8221;.</p>
<p>Sembrano rientrate, per ora, le intenzioni espresse dal Ministero dell&#8217;Economia che prevedevano l&#8217;introduzione di un limite reddituale massimo ai fini della concessione dell&#8217;indennità di accompagnamento. Contro l&#8217;ipotesi della correlazione fra l&#8217;importo dell&#8217;indennità di accompagnamento e l&#8217;importo del beneficio era stata veemente la reazione delle associazioni rappresentative delle persone con disabilità. Nelle bozze dei giorni scorsi era circolata l&#8217;ipotesi di un tetto di reddito di 25 mila euro, al di sopra del quale l&#8217;indennità sarebbe stata ridotta fino al raggiungimento del limite reddittuale. Per gli invalidi coniugati, il limite familiare era fissato a 38 mila euro. Le proteste erano state immediate: in particolare si faceva notare come l&#8217;indennità di accompagnamento rappresenti una provvidenza assistenziale, e non una fonte di reddito, dal momento che viene concessa a favore degli invalidi civili totali che non sono in grado di deambulare autonomamente o senza l&#8217;aiuto di un accompagnatore o non sono in grado di svolgere autonomamente gli atti quotidiani della vita. In sostanza la sua erogazione rappresenta una indennità concessa per quei servizi assistenziali che lo Stato non eroga. Nel testo definitivo, dunque, il riferimento a qualsivoglia tetto reddittuale è sparito.</p>
<p>Una novità rilevante è quella che prevede il concorso delle Regioni alle spese per l&#8217;invalidità civile: il 45% dei trasferimenti sarà proprio a carico delle Regioni, tenendo conto della distribuzione pro-capite della spesa effettuata in ogni regione. Un meccanismo che peserà di più, evidentemente, sulle Regioni in cui la percentuale di titolari di pensione rispetto al numero degli abitanti è maggiore.</p>
<p>&#8220;Il livello di invalidità necessario come requisito per accedere ai benefici - ha affermato il ministro del Lavoro e Politiche Sociali Maurizio Sacconi - viene elevato all&#8217;85%: vogliamo determinare le condizioni di un maggior impegno delle regioni a che vi sia una oculata gestione delle provvidenze che sono tanto doverose per chi ne ha bisogno e tanto odiose quando si scopre che sono state assegnate a chi non ne aveva diritto. Certamente però - ha dichiarato Sacconi - pulizia va fatta: nell&#8217;ultimo decennio la spesa è esplosa troppo, da 6 a 16 miliardi&#8221;. Il ministro fa riferimento al riguardo al meccanismo per cui &#8220;le regioni hanno il privilegio di decidere chi ha diritto alla provvidenza senza doversi far carico della provvidenza stessa: d&#8217;ora in avanti le regioni parteciperanno, come giusto, alle spese&#8221;. </p>
<p>ASSEGNO AGLI INVALIDI PARZIALI - L&#8217;assegno mensile di assistenza è stato finora riconosciuto agli invalidi civili parziali (dal 74% al 99%) di età compresa fra i 18 e i 65 anni di età. Per ottenere l&#8217;assegno sono previste altre due condizioni: essere iscritti alle liste di collocamento e non superare il limite reddituale annuale di 4.408,95. L&#8217;importo dell&#8217;assegno è di 256,67 euro mensili (importo 2010) per un totale annuo di 3336,71 euro. La Manovra interviene sulla percentuale minima di invalidità richiesta per la concessione dell&#8217;assegno elevandola all&#8217;85% a partire dal primo giugno 2010, limite che vale solo per le nuove domande. Rimangono fermi gli altri requisiti reddituali e di inoccupazione. Pertanto un invalido all&#8217;80%, disoccupato e privo di reddito non potrà più percepire l&#8217;assegno. Rimane il dubbio sull&#8217;effettivo impatto economico, sui bilanci dello Stato, di questa misura, visto che nel 2009 i percettori di assegno mensili di assistenza erano solo 273.726 persone (fonte: INPS).</p>
<p>LE REVISIONI - Il Decreto legge estende l&#8217;istituto della «rettifica per errore» - già previsto per le malattie professionali e le invalidità per lavoro - anche per le prestazioni di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap, disabilità e alle prestazioni di invalidità a carattere previdenziale (cioè le pensioni di invalidità concessa in costanza di attività lavorativa). Questo significa che l&#8217;Inps potrà rettificare, in qualunque momento, le prestazioni erogate, in caso di errore commesso in sede di attribuzione, concessione o erogazione. L&#8217;Inps può procedere alla revisione entro 10 anni, decorrenti dalla data dell&#8217;originario provvedimento errato. I termini rimangono illimitati in caso di dolo o colpa grave dell&#8217;interessato, accertati giudizialmente. Questa disposizione consente un&#8217;ancora maggiore copertura normativa ai controlli, ma pone anche un dubbio giuridico di non poco conto rispetto all&#8217;efficacia della Legge 80/2006 che ha previsto che i soggetti portatori di menomazioni o patologie stabilizzate o ingravescenti, inclusi i soggetti affetti da sindrome da talidomide, che abbiano dato luogo al riconoscimento dell&#8217;indennità di accompagnamento o di comunicazione, siano esonerati da ogni visita medica finalizzata all&#8217;accertamento della permanenza della minorazione civile o dell&#8217;handicap.</p>
<p>I MEDICI ACCERTATORI - Il decreto rafforza quanto già previsto in materia di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici ed estende alcune norme già vigenti in materia di false attestazioni o certificazioni. Le nuove disposizioni riguardano i medici che intenzionalmente attestano falsamente uno stato di malattia o di handicap da cui cui consegua il pagamento di trattamenti economici di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità. Se quei trattamenti economici vengono revocati per «accertata insussistenza dei prescritti requisiti sanitari», il medico può essere punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da euro 400 ad euro 1.600. È inoltre obbligato a risarcire il danno patrimoniale, pari al compenso corrisposto a titolo di trattamenti economici di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità , nonché il danno all&#8217;immagine subiti dall&#8217;amministrazione. Infine, gli organi competenti alla revoca (Commissioni di verifica) sono tenuti ad inviare copia del provvedimento alla Corte dei conti per eventuali azioni di responsabilità. Quindi, in ogni caso, i medici vengono «segnalati» alla Corte dei conti. La sentenza definitiva di condanna o di applicazione della pena per il delitto (si tratta di «penale») comporta, per il medico, la radiazione dall&#8217;albo e se dipendente di una struttura sanitaria pubblica o se convenzionato con il servizio sanitario nazionale, il licenziamento per giusta causa o la decadenza dalla convenzione.</p>
<p>FALSI INVALIDI - 500 mila verifiche totali entro la fine del 2012: 100 mila nel 2010, 200 mila per il 2011 e 2012. Le effettuerà l&#8217;INPS che già ha gestito il piano straordinario nel 2009 con 200 mila controlli sulle singole posizioni degli invalidi civili. Quindi, fra il 2009 e il 2012 saranno state controllate 700 mila persone. L&#8217;operazione di controllo straordinario, si aggiunge alle routinarie attività di verifica che l&#8217;Inps dal 2004 effettua su tutti i verbali emessi dalle Aziende Usl.</p>
<p>ALUNNI CON HANDICAP - La Manovra entra anche nel merito delle certificazioni di «alunno con handicap» con tre evidenti convinzioni di fondo non del tutto infondate: che le attuali certificazioni siano poco precise rispetto all&#8217;indicazione della gravità e della natura delle patologie; che le successive indicazioni di necessità di sostegno educativo in realtà mascherino la necessità di assistenza alla persona che spetta agli enti locali e non all&#8217;amministrazione scolastica. Il decreto legge pertanto fissa con chiarezza l&#8217;obbligo per le Commissioni ASL di indicare nei verbali se la patologia è stabilizzata o progressiva e di specificare l&#8217;eventuale carattere di gravità dell&#8217;handicap. L&#8217;accertamento deve tener conto delle classificazioni internazionali dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità. Se questo riferimento generico alluda all&#8217;ICD (Classificazione internazionale delle malattie) o all&#8217;ICF (Classificazione internazionale del funzionamento, della salute e della disabilità) o a entrambi, lo si comprenderà in seguito. Nello stesso comma è precisato che la Commissione che accerta la sussistenza della condizione di handicap è responsabile di ogni eventuale danno erariale derivante da valutazioni scorrette. Novità anche per il PEI, redatto successivamente alla certificazione di alunno con handicap. Il PEI - Piano Educativo Individualizzato - è uno strumento di programmazione della vita scolastica degli alunni con disabilità: evidenzia le necessità di integrazione, le risorse necessarie e impone delle responsabilità. Prevede sia interventi di carattere scolastico che altre misure finalizzate alla socializzazione e alla riabilitazione dell&#8217;alunno. Il PEI viene redatto ogni anno dagli operatori che seguono l&#8217;alunno e può essere modificato in caso di nuove o diverse esigenze. Il decreto precisa che nel PEI deve essere «compresa l&#8217;indicazione del numero delle ore di sostegno, che devono essere esclusivamente finalizzate all&#8217;educazione e all&#8217;istruzione, restando a carico degli altri soggetti istituzionali la fornitura delle altre risorse professionali e materiali necessarie per l&#8217;integrazione e l&#8217;assistenza dell&#8217;alunno disabile richieste dal piano educativo individualizzato».</p>
<p>&#8220;L&#8217;innalzamento della soglia percentuale dal 74% all&#8217;85% per vedersi erogare l&#8217;assegno mensile, non colpisce in alcun modo i falsi invalidi, bensì principalmente persone con disabilità intellettive di media entità espulse dal mercato del lavoro per lo stigma dell&#8217;improduttività e per lo stesso stigma privati della vita di relazione ordinaria&#8221; facendo ricadere il carico assistenziale sulle famiglie&#8221;.<br />
È quanto denuncia la Federazione italiana per il superamento dell&#8217;handicap (Fish) in un comunicato stampa del 27 maggio, commentando la manovra finanziaria del governo. Il Governo ha annunciato che a pagare la manovra sarebbero stati &#8216;falsi invalidi e veri evasori&#8217;. Dimenticando, spiega la Fish, che &#8220;l&#8217;Italia per l&#8217;invalidità civile spende meno della Polonia, dell&#8217;Ungheria, della Francia e della Germania e di molti altri. Che meno di noi spende solo la Grecia, l&#8217;Estonia, la Bulgaria, l&#8217;Irlanda. Che la nostra spesa è inferiore all&#8217;Europa dei 15 e anche a quella dei 27&#8243;.<br />
Per la Fish, però, il clamore sui falsi invalidi nasconde altro. &#8220;La Fish e le associazioni aderenti sono perfettamente consapevoli che un annuncio tanto roboante e una campagna così accuratamente costruita non poteva non nascondere ben altro: il taglio delle prestazioni a persone con vera disabilità. E si è iniziato da una &#8216;categoria&#8217; che già di tutele ne ha ben poche&#8221;. Secondo la Fish, infatti, l&#8217;innalzamento della soglia crea non pochi problemi alle persone con disabilità intellettive di media entità. &#8220;La loro disabilità è troppo bassa per poter acceder a prestazioni superiori (pensione e indennità di accompagnamento) - spiega la Fish -, ma troppo elevata per poter acceder al mondo del lavoro. Ricordiamo che per queste persone è già previsto, ai fini pensionistici, un doppio requisito molto rigido: essere iscritti alle liste di collocamento e non superare un reddito annuo lordo di 4.408 (quattromilaquattrocentootto) euro. Disoccupati e indigenti&#8221;. Per loro, continua il documento, &#8220;oltre a qualche centro diurno, con funzioni più di sollievo che altro, la collettività ha messo loro a disposizione solo l&#8217;assegno mensile di assistenza (256 euro al mese). Poco più che un rimborso spese per il trasporto. Fin troppo facile prendersela con loro. Inutile dire che se per lo Stato il risparmio sarà ridicolo, per i diretti interessati la nuova regola sarà una gravissima perdita&#8221;.</p>
<p>La Fish, tuttavia, auspica che la discussione parlamentare possa rimettere mano ad una &#8220;mancanza di equità così evidente&#8221;. &#8220;I falsi invalidi secondo il Ministro Tremonti - commenta Pietro Barbieri, presidente della Federazione italiana per il superamento dell&#8217;handicap - sono le persone ai margini della società che, alla faccia del principio costituzionale della non discriminazione e del pieno sviluppo della personalità, e dei loro diritti fondamentali, vengono private dell&#8217;unica misura nazionale che ne incentiva, già in modo esiguo, la permanenza nel proprio contesto familiare, e che restituisce qualche seppur minima opportunità di inclusione sociale&#8221;. </p>
<p>Per quanto concerne il blocco del&#8217;aumento degli insegnanti di sostegno, &#8220;se fosse confermato, sarebbe incostituzionale e quindi gravissimo&#8221;: così Salvatore Nocera, vicepresidente della Fish, commenta la manovra economica varata dal Consiglio dei ministri. Nel pacchetto anti-crisi, infatti, è prevista una disposizione che prevede che l&#8217;organico degli insegnanti di sostegno per l&#8217;anno scolastico 2010/2011 deve restare invariato rispetto all&#8217;anno precedente, vanificando di fatto la sentenza della Corte costituzionale n. 80 di quest&#8217;anno che aveva dichiarato illegittimo qualsiasi tetto ai posti di sostegno.<br />
La circolare n. 37 del 13 aprile 2010 emessa dal ministero dell&#8217;Istruzione (e quindi precedente al pacchetto anti-crisi) prevedeva insieme ad &#8220;una riduzione del personale docente di 25.600 posti per l&#8217;anno 2010/2011 (22 mila in organico di diritto e 3.600 in organico di fatto e di cui oltre 3.000 in Campania e Sicilia)&#8221; la presenza di 90.469 insegnanti di sostegno totali, di cui 63.348 in organico di diritto e 27.121 in organico di fatto&#8221;, con un aumento dell&#8217;organico di diritto e un contemporaneo calo dell&#8217;organico di fatto.</p>
<p>www.corriere.it<br />
www.superabile.it<br />
Da: http://www.nonprofitonline.it/</p>
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		<title>Tariffe: approvato il Dl incentivi</title>
		<link>http://www.roserossedeuropa.eu/?p=305</link>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 07:05:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category>Home page</category>

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		<description><![CDATA[Al via la norma che prevede agevolazioni postali per il non profit.
Il testo della legge è quello approvato precedentemente dalla Camera con la fiducia lo scorso 6 maggio. 
 Disegno di legge n. 2165 &#8220;Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, recante disposizioni urgenti tributarie e finanziarie&#8221;
Le tariffe postali agevolate, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Al via la norma che prevede agevolazioni postali per il non profit.</p>
<p>Il testo della legge è quello approvato precedentemente dalla Camera con la fiducia lo scorso 6 maggio. </p>
<p> Disegno di legge n. 2165 &#8220;Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, recante disposizioni urgenti tributarie e finanziarie&#8221;</p>
<p>Le tariffe postali agevolate, quindi, torneranno ma solo per l&#8217;editoria non profit, mentre rimangono abolite le agevolazioni per il resto del comparto editoriale. </p>
<p>Lo stanziamento governativo che permette il reintegro delle tariffe agevolate nell&#8217;anno 2010 per il non profit si aggira attorno ai 30 milioni di euro. </p>
<p>Le agevolazioni non dovranno superare il 50% della tariffa ordinaria. Nell&#8217;esempio più diffuso, dagli attuali 0,28 euro per singolo invio fino ai 200 grammi, si andrà a 0,14 euro a spedizione.</p>
<p>La copertura dei 30 milioni di euro stanziati arriva dalle maggiori entrate derivanti dalla chiusura agevolata delle liti tra concessionari della riscossione e fisco. </p>
<p>Da precisare che l&#8217;emendamento riguarda solo le pubblicazioni edite da associazioni e organizzazioni non profit, senza fini di lucro, mentre esclude i giornali di partito, le pubblicazioni di organizzazioni professionali e di sindacati.</p>
<p>Riportiamo di seguito il testo dell&#8217;emendamento che riguarda il ripristino delle tariffe postali agevolate per il non profit:</p>
<p>2-sexies. Le maggiori entrate derivanti dai commi da 2-bis a 2-quinquies affluiscono per l&#8217;anno 2010, nel limite di 20 milioni di euro, al fondo di cui all&#8217;articolo 1 comma 1240 della legge 27 dicembre 2006, n. 296. La parte residua delle maggiori entrate derivanti dai predetti commi, è destinata per l&#8217;anno 2010 ad incrementare, nel limite di 30 milioni di euro, lo stanziamento iscritto nella tabella C allegata alla legge 23 dicembre 2009, n. 191 alla voce comunicazioni-sostegno all&#8217;editoria, legge 25 febbraio 1987 n. 67. A tal fine all&#8217;articolo 1, comma 2, del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46, sono soppresse le parole da: «le associazioni le cui pubblicazioni periodiche» fino alla fine del comma. A fronte del citato stanziamento, le tariffe postali a favore dei soggetti di cui all&#8217;articolo 1, comma 2, del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46 così come modificato dal presente comma, possono essere ridotte con decreto del Ministro per lo sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell&#8217;economia e delle finanze, sentita la Presidenza del Consiglio dei Ministri; in ogni caso la tariffa agevolata non deve essere superiore al cinquanta per cento della tariffa ordinaria e deve comunque rispettare il limite massimo di spesa indicato al presente comma. Il rimborso dovuto a favore di Poste italiane spa non potrà essere superiore al predetto importo. Il Ministero per lo sviluppo economico provvede al monitoraggio degli oneri derivanti dal presente comma con riguardo alle disposizioni di cui al terzultimo e quart&#8217;ultimo periodo; nel caso in cui l&#8217;andamento della spesa sia tale da determinare un possibile superamento della spesa autorizzata, con decreto adottato con le modalità indicate al presente comma è stabilita la sospensione o la riduzione dell&#8217;agevolazione. </p>
<p>www.ilsole24ore.com<br />
www.camera.it </p>
<p>Da: www.nonprofitonline.it</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bando: l&#8217;Italia contro la povertà</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 07:00:25 +0000</pubDate>
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		<category>Home page</category>

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		<description><![CDATA[Programma nazionale per il 2010 Anno europeo della lotta alla povertà. 
L’Italia contro la povertà - Progetti finalizzati alla realizzazione del Programma nazionale per il 2010 Anno europeo della lotta alla povertà e all&#8217;esclusione sociale.
Tipo bando: Nazionale
Regione:
Settore: Povertà  
Lo scorso 5 maggio il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi ha firmato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Programma nazionale per il 2010 Anno europeo della lotta alla povertà. </p>
<p>L’Italia contro la povertà - Progetti finalizzati alla realizzazione del Programma nazionale per il 2010 Anno europeo della lotta alla povertà e all&#8217;esclusione sociale.</p>
<p>Tipo bando: Nazionale<br />
Regione:<br />
Settore: Povertà  </p>
<p>Lo scorso 5 maggio il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi ha firmato la seconda Direttiva riguardante le linee di indirizzo per la presentazione di progetti finalizzati alla realizzazione del Programma nazionale per il 2010 dell’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale. La Direttiva è in corso di registrazione presso i competenti organi di controllo.</p>
<p>In attuazione della Direttiva e sulla base delle risorse finanziarie disponibili (300mila euro) con l’avviso pubblico del Direttore generale per l’inclusione sociale, i diritti sociali e la responsabilità sociale delle imprese e il Direttore generale per le politiche per l’orientamento e la formazione, sono state definite le procedure per l’individuazione dei soggetti beneficiari dei contributi.</p>
<p>Tre sono le aree individuate: povertà alimentare, persone senza fissa dimora ed esclusione sociale dei migranti.</p>
<p>Al bando possono partecipare le onlus operanti in almeno dieci regioni e aventi almeno venti realtà operative.</p>
<p>Gli enti non possono presentare più di un progetto e ciascun progetto non potrà essere finanziato per una cifra superiore a 100mila euro.</p>
<p>Il termine di scadenza per la presentazione dei progetti è l’11 giugno 2010.</p>
<p>L’approvazione dei progetti e la stipula delle convenzioni è prevista per il mese di luglio.</p>
<p>Sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, la direttiva, l’avviso pubblico e il formulario.</p>
<p>Data di scadenza: 11 giugno 2010</p>
<p>Da: http://www.terzosettore.lavoro.gov.it</strong>
</p>
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		<title>Sottoscrivi il 5 x 1.000 a favore di Rose Rosse d&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 13:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category>Home page</category>

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		<description><![CDATA[Devolvi il 5 per mille delle imposte all’Associazione Rose Rosse d’Europa
Per farlo devi inserire il codice fiscale dell&#8217;associazione Rose Rosse d’Europa - 90013320552 - nel modello CUD, 730 e UNICO che compili, nella sezione dedicata al finanziamento delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni riconosciute che operano nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Devolvi il 5 per mille delle imposte all’Associazione Rose Rosse d’Europa<br />
Per farlo devi inserire il codice fiscale dell&#8217;associazione Rose Rosse d’Europa - <strong>90013320552 </strong>- nel modello CUD, 730 e UNICO che compili, nella sezione dedicata al finanziamento delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all&#8217;art. 10, c.1, lett a, del D.Lgs. n. 460 del 1997 e delle associazioni sportive dilettantistiche in possesso del riconoscimento ai fini sportivi.<br />
Grazie mille!<br />
Il Presidente<br />
Valentino Filippetti<br />
………………………………………………………………………………………………………………………….</p>
<p>L&#8217;associazione ROSE ROSSE d&#8217;EUROPA nasce a Orvieto il 24 novembre 2006. Il suo scopo principale è quello di perseguire esclusivamente fini di solidarietà sociale. L’associazione ha lo scopo di promuovere attività sociali, culturali, artistiche, musicali, formative, informative, turistiche e ricreative contribuendo in tal modo alla crescita culturale e civile della collettività all’insegna della cultura della tolleranza e della solidarietà anche al fine della promozione di una cultura della cittadinanza europea. In particolare l’associazione intende promuovere i gemellaggi tra le organizzazioni che perseguono gli stessi obbiettivi a livello europeo, realizzando scambi culturali, incontri e diffusione di esperienze di comune interesse. Iscritta presso il Registro regionale delle associazioni del volontariato ai sensi della legge regionale 15/94 nel settore attività culturali ed artistiche al n. 729.</p>
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		<title>Donne nigeriane vittime della tratta</title>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2010 13:09:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category>Home page</category>

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		<description><![CDATA[Ricerca del Parsec in collaborazione con l&#8217;Unicri e il ministero degli Affari esteri.
ROMA - Sono circa 25 mila le donne nigeriane coinvolte nella prostituzione e nella tratta in Italia nel corso degli ultimi dieci anni.
Il dato emerge  dalla ricerca &#8220;La tratta delle minorenni nigeriane in Italia&#8221;, presentata il 28 aprile a Roma e realizzata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ricerca del Parsec in collaborazione con l&#8217;Unicri e il ministero degli Affari esteri.</p>
<p>ROMA - Sono circa 25 mila le donne nigeriane coinvolte nella prostituzione e nella tratta in Italia nel corso degli ultimi dieci anni.<br />
Il dato emerge  dalla ricerca &#8220;La tratta delle minorenni nigeriane in Italia&#8221;, presentata il 28 aprile a Roma e realizzata dall&#8217;associazione per la ricerca e gli interventi sociali Parsec, in collaborazione con l&#8217;Unicri e il ministero degli Affari esteri.</p>
<p>Quando si parla di prostituzione delle donne nigeriane, però, i dati non sempre concordano. Le stime prodotte dall&#8217;ambasciata nigeriana in Italia non confermano pienamente le rilevazioni effettuate dal Parsec negli scorsi anni. A cavallo degli anni Novanta e del Duemila - secondo le stime del Parsec - le donne nigeriane coinvolte nella tratta ammontavano tra le 5.220 e le 6.500 persone, mentre l&#8217;ambasciata nigeriana ne stimava circa 10mila. A partire dagli anni Duemila - sempre secondo le stime del Parsec - il fenomeno si attestava tra le 5.500 e le 7mila unità. Nella primavera del 2009, però, si registra un ulteriore aumento delle donne nigeriane trafficate che raggiungono, nell&#8217;insieme, tra le 8mila e le 10mila unità. A differenza di quelle del Parsec, però, le stime dell&#8217;ambasciata nigeriana registrano un fenomeno che rimane nella sostanza quantitativamente stazionario.</p>
<p>Sempre nella primavera del 2009 - mette ancora in rilievo il Parsec - le minorenni rappresentavano tra l&#8217;8 e il 10% delle adulte, per un totale che si attesterebbe tra le 730 e le 915 unità su tutto il territorio italiano.<br />
Tuttavia - avverte il Parsec - il gruppo delle donne nigeriane soggette a sfruttamento sessuale non rimane stabile nel tempo: si verifica, infatti, un forte turn over sia in entrata che in uscita dal giro della prostituzione coatta. Nel periodo compreso tra il 2000 e la primavera del 2009, dunque, si contano tra le 23mila e le 26.500 donne sfruttate, di cui circa 2.500 minorenni.</p>
<p>Da: www.redattoresociale.it</p>
<p></strong>
</p>
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		<title>Tariffe per pubblicazioni no profit: si va verso uno &#8220;sconto&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2010 13:08:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category>Home page</category>

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		<description><![CDATA[Il provvedimento prevede che dagli attuali 0,28 euro si passi a 0,14 a collo.
Con un emendamento presentato il 27 aprile dall&#8217;onorevole Marco Pugliese (Pdl) e Luigi Bobba (Pd) al &#8216;dl incentivi&#8217; attualmente in discussione alla Camera dei Deputati si è finalmente aperta una strada che mira alla salvaguardia dei giornali e periodici editi da associazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il provvedimento prevede che dagli attuali 0,28 euro si passi a 0,14 a collo.</p>
<p>Con un emendamento presentato il 27 aprile dall&#8217;onorevole Marco Pugliese (Pdl) e Luigi Bobba (Pd) al &#8216;dl incentivi&#8217; attualmente in discussione alla Camera dei Deputati si è finalmente aperta una strada che mira alla salvaguardia dei giornali e periodici editi da associazioni prive di fine di lucro e non profit in merito alla eliminazione delle tariffe postali agevolate varate dal governo lo scorso 31 marzo.</p>
<p>Grazie a un input arrivato direttamente dal Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio, e dunque direttamente dal sottosegretario che ne ricopre la delega, Paolo Bonaiuti, il governo sembra aprirsi a una soluzione positiva, in merito all&#8217;eliminazione delle tariffe postali agevolate per il mondo del non profit.</p>
<p>Forte e assiduo è stato l&#8217;interessamento e il lavoro di pressione sul governo esercitato da molti parlamentari della maggioranza (Gabriele Toccafondi in testa) e dell&#8217;opposizione (Gigi Bobba), che hanno ottenuto, in attesa di un riordino complessivo del settore, almeno la salvaguardia di questo settore vitale e importante dalla mannaia dei costi di abbonamento delle tariffe postali.</p>
<p>L&#8217;emendamento però, allo stato riguarda solo le associazioni definite &#8220;senza fini di lucro&#8221;. Il testo prevede un&#8217;agevolazione massima del 50% della tariffa ordinaria applicata da poste (che è di 0,28 euro per singolo invio sino a 200 grammi, quindi l&#8217;agevolazione sarebbe pari a 0,14 euro) oltre naturalmente a dover rispettare il limite massimo di spesa indicato (30 milioni di euro). L&#8217;emendamento Pugliese-Bobba è il numero 2.sexies del comma 2 del decreto incentivi (dl 3350, di conversione del decreto legge 40/2010 su incentivi, frodi fiscali e riscossione, attualmente all&#8217;esame delle commissioni VI (Finanze) e X (Attività produttive) è stato approvato stamane dalle due commissioni ma deve ancora passare l&#8217;esame di merito di altre commissioni competenti, a partire da quella (cruciale) del Bilancio e altre, come le Comunicazioni.</p>
<p>Superato l&#8217;esame delle commissioni, passerà al vaglio dell&#8217;aula, andrà al Senato e, ove venissero apportate altre modifiche, tornerà alla Camera. Un iter ancora lungo, quindi, ma un primo e positivo segnale, per tutti noi.</p>
<p>Da: www.vita.it</strong></p>
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		<title>5 per mille 2010:le prossime scadenze</title>
		<link>http://www.roserossedeuropa.eu/?p=299</link>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2010 13:06:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category>Home page</category>

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		<description><![CDATA[Il 7 maggio scade il termine per la presentazione delle istanze.
Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 aprile 2010 ha previsto anche per il 2010 la possibilità per i contribuenti di destinare una quota pari al 5 per mille dell&#8217;Irpef a finalità di interesse sociale, confermando, nei settori da beneficiare, nelle procedure di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il 7 maggio scade il termine per la presentazione delle istanze.</p>
<p>Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 aprile 2010 ha previsto anche per il 2010 la possibilità per i contribuenti di destinare una quota pari al 5 per mille dell&#8217;Irpef a finalità di interesse sociale, confermando, nei settori da beneficiare, nelle procedure di ammissione e nei requisiti dei soggetti richiedenti, gli stessi individuati per l&#8217;anno 2009.</p>
<p>Il termine ultimo per presentare la domanda è il 7 maggio 2010.</p>
<p>Le altre scadenze previste sono le seguenti:<br />
- entro il 14 maggio 2010 pubblicazione dell&#8217;elenco provvisorio;<br />
- entro il 20 maggio 2010 richiesta di correzione degli eventuali errori;<br />
- entro il 25 maggio 2010 pubblicazione dell&#8217;elenco aggiornato;<br />
- entro il 30 giugno 2010 invio - a pena di decadenza dall&#8217;iscrizione - tramite raccomandata con ricevuta di ritorno alla Direzione Regionale dell&#8217;Agenzia delle Entrate competente, della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.</p>
<p>Le Associazioni sportive dilettantistiche invieranno tale dichiarazione all&#8217;ufficio del CONI nel cui ambito territoriale si trova la sede legale dell&#8217;associazione interessata.</p>
<p>E&#8217; prevista la redazione di quattro distinti elenchi per ciascuna delle tipologie di soggetti aventi diritto:<br />
- Per Onlus ed enti del volontariato l&#8217;Agenzia delle Entrate predisporrà l&#8217;elenco sulla base delle iscrizioni pervenute telematicamente.<br />
- Per gli enti della ricerca scientifica e dell&#8217;università sarà il Ministero dell&#8217;istruzione, dell&#8217;università e della ricerca a predisporre l&#8217;elenco sulla base delle domande di iscrizione che i soggetti interessati faranno pervenire per via telematica utilizzando esclusivamente il prodotto informatico disponibile sul sito web del Ministero dell&#8217;Università e della ricerca.<br />
- Per gli enti della ricerca sanitaria, il Ministero della salute curerà la predisposizione del relativo elenco e la trasmissione dello stesso, in via telematica, all&#8217;Agenzia.<br />
- Per le associazioni sportive dilettantistiche l&#8217;Agenzia delle Entrate predisporrà l&#8217;elenco sulla base delle iscrizioni pervenute telematicamente.</p>
<p>Per i Comuni non viene predisposto alcun elenco in quanto i contribuenti possono esprimere la preferenza esclusivamente per il proprio comune di residenza.</p>
<p>Sono tenuti a presentare domanda per il 2010 anche coloro che hanno inviato la domanda per gli anni precedenti.</p>
<p>Le domande vanno presentate esclusivamente in via telematica, direttamente dagli interessati, oppure rivolgendosi a intermediari autorizzati.</p>
<p>Il nuovo modello di iscrizione, le istruzioni e il software per la compilazione sono reperibili sul sito web dell&#8217;Agenzia delle Entrate.</p>
<p>http://www.terzosettore.lavoro.gov.it</strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Bando Cesvol 2010-2011 per la raccolta, selezione e supporto delle idee progettuali</title>
		<link>http://www.roserossedeuropa.eu/?p=298</link>
		<comments>http://www.roserossedeuropa.eu/?p=298#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 14:03:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category>Home page</category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.roserossedeuropa.eu/?p=298</guid>
		<description><![CDATA[Pubblicato il Bando 2010/2011 per la raccolta, selezione e supporto di idee progettuali predisposto dai Centri Servizi di Terni e Perugia
Il bando trae origine dal II PROTOCOLLO D’INTESA - Linee Guida sulla progettualità Sociale delle Organizzazioni di Volontariato, stipulato tra Regione Umbria, ANCI Umbria, CeSVol Perugia, Ce.S.Vol. Terni, Comitato di gestione del Fondo Speciale per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pubblicato il Bando 2010/2011 per la raccolta, selezione e supporto di idee progettuali predisposto dai Centri Servizi di Terni e Perugia</p>
<p>Il bando trae origine dal II PROTOCOLLO D’INTESA - Linee Guida sulla progettualità Sociale delle Organizzazioni di Volontariato, stipulato tra Regione Umbria, ANCI Umbria, CeSVol Perugia, Ce.S.Vol. Terni, Comitato di gestione del Fondo Speciale per il Volontariato dell’Umbria, Forum Regionale del Terzo Settore, con il quale, in continuità con l’intervento realizzato in applicazione del I protocollo siglato nel 2007, si intende realizzare un intervento teso a promuovere e supportare la progettualità sociale espressa dal volontariato del territorio.</p>
<p>Il bando prevede cinquecentomila euro per favorire la coprogettazione delle strategie di intervento sociale. Si prevede il sostegno alle idee progettuali. Per idee progettuali si intendono le azioni, anche sperimentali ed innovative, finalizzate a favorire la partecipazione del volontariato alla coprogettazione delle strategie di intervento sociale in rete con i diversi attori del territorio.</p>
<p>Le idee progettuali dovranno essere presentate entro il 5 maggio 2010.</p>
<p>(In allegato il bando ed il formulario)</p>
<p>Si invitano tutte le associazioni a partecipare all&#8217;incontro informativo che si terra&#8217; il 12/4/2010 alle ore 18.00 presso la  sede del Ce.S.Vol. piazza Vivaria 1/a - Orvieto.</p>
<p>Per info: Cesvol Sportello di Orvieto 0763393130</strong>
</p>
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		</item>
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