Rose Rosse d’Europa Associazione Culturale

L'associazione ROSE ROSSE d'EUROPA nasce a Orvieto il 24 novembre 2006. Il suo scopo principale è quello di perseguire esclusivamente fini di solidarietà sociale. L’associazione ha lo scopo di promuovere attività sociali, culturali, artistiche, musicali, formative, informative, turistiche e ricreative contribuendo in tal modo alla crescita culturale e civile della collettività all’insegna della cultura della tolleranza e della solidarietà anche al fine della promozione di una cultura della cittadinanza europea. In particolare l’associazione intende promuovere i gemellaggi tra le organizzazioni che perseguono gli stessi obbiettivi a livello europeo, realizzando scambi culturali, incontri e diffusione di esperienze di comune interesse. Iscritta presso il Registro regionale delle associazioni del volontariato ai sensi della legge regionale 15/94 nel settore attività culturali ed artistiche al n. 729

Nasce Terzo Valore

admin 04_04_2010

Piattaforma on line per sostenere i progetti no profit.

MILANO - Sviluppare una “community” di donatori che coinvolga soprattutto i cosiddetti donatori occasionali. È questo uno degli obiettivi di Terzo Valore, una piattaforma internet dove le persone possono scegliere il progetto non profit che preferiscono e contribuire alla sua realizzazione donando o prestando denaro per diventare così “banchieri sociali”. Un’iniziativa sviluppata da Banca Prossima (la banca del Gruppo Intesa San Paolo dedicata al terzo settore) in collaborazione con il settimanale Vita.

Dai primi di maggio, sul sito www.terzovalore.com, le associazioni nonprofit presenteranno i progetti per i quali chiedono un finanziamento. Due le modalità con cui gli utenti possono operare dopo essersi registrati: prestare il denaro all’associazione scelta concordando il tasso di interesse e i tempi per la restituzione (”Prestobene”) oppure donare i soldi a un’associazione che si impegna a trasferirli ad altre organizzazioni dopo averli usati (”Donobene”). “In questo modo - spiega Zezza Riccarda, di Banca Prossima- si attiva una cordata solidale che, di progetto in progetto, rinnova il valore del dono e lo fa durare per sempre”. In entrambi i casi, il donatore riceverà una rendicontazione trasparente e completa.

Target privilegiato di questo progetto sono i donatori saltuari, ovvero coloro che hanno dato sporadicamente contributi in denaro. Secondo quanto rilevato dalla ricerca “Sostenitori fedeli e donatori occasionali. Lo scenario e le opportunità per le Onp italiane” realizzata nel 2008 da Gfk Eurisko donano in media 48 euro all’anno (rispetto ai 180 euro dei donatori regolari). “Donano meno e più raramente. Si tratta di un’avanguardia di persone che ha un potenziale di crescita molto forte - spiega Riccarda Zezza . Ma hanno bisogno di più informazioni e più sicurezza”.

Tra le associazioni nonprofit che hanno già aderito al progetto ci sono fondazione Exodus, Pangea, fondazione Banco Alimentare, fondazione Don Carlo Gnocchi, Esterni, Aiutare i bambini, fondazione della Comunità Bergamasca, fondazione per il Sud, fondazione Dynamo, fondazione Opera immacolata concezione, Cesvi. “Banca Prossima si occupa del processo di selezione dei progetti, così come lo facciamo per i nostri clienti -spiega Riccarda Zezza -. Inoltre si assume una parte maggiore di rischio contribuendo al finanziamento del progetto”.

Da: www.redattoresociale.it

Sul banco dei promossi

admin 04_04_2010

Cooperative sociali, un bilancio legislativo regione per regione.

Leggi regionali ad hoc, modifiche dei criteri di iscrizione agli albi, sostegno al consolidamento del privato sociale, misure anti crisi. La lista delle best practices delle Regioni chiamate al voto, interventi realizzati in numerosi casi su proposta delle centrali cooperative, copre più ambiti dell’attività del privato sociale. Vita ha provato a individuare alcune delle iniziative legislative (e non solo) più significative.

È il caso, ad esempio, della Lombardia, che con un apposito regolamento ha consentito alle cooperative sociale A+B di iscriversi come unico soggetto giuridico ad entrambe le sezioni dell’Albo regionale. Una rigidità che secondo il consigliere Mario Sala (PdL), relatore del provvedimento, in passato ha frenato non poco lo sviluppo della cooperazione mista.

Il Veneto, invece, dopo un quindicennio, ha rivisto nel 2006 la legge regionale sulla cooperazione sociale. Un provvedimento da cui sono ricaduti, a cascata, altri atti a favore del terzo settore, come la recente delibera di Giunta (dicembre 2009) promossa dall’assessore Stefano Valdegamberi che assegna risorse per la fase di avvio delle cooperative sociali.

I fondi di garanzia e a sostegno alla stabilizzazione dei lavoratori del privato sociale sono stati, passiamo a Nord-Ovest, la carta su cui ha scommesso la Liguria.
Nove milioni in tutto per un complesso di interventi utili, secondo il vicepresidente uscente Massimiliano Costa, anche alla riqualificazione del personale.

Il Piemonte, invece, si è mosso sul fronte anti crisi con la Finanziaria per il 2009. Con il “pacchetto” approvato ha previsto risorse a favore dei soggetti istituzionali del sistema dei servizi socio-assistenziali finalizzate al contenimento dei maggiori oneri derivanti dagli accordi contrattuali delle cooperative sociali.

Il tema del sostegno allo start up, scendiamo a Sud, ha trovato spazio anche in Puglia. Il riferimento è a «Piccoli sussidi», iniziativa che ha previsto l’erogazione di 5 milioni e 50mila euro a fondo perduto e di 650mila euro a condizioni agevolate, per l’aumento del capitale e per il rafforzamento e il consolidamento delle imprese sociali.

Spostandoci in Campania merita d’essere ricordato il Programma regionale per lo sviluppo della cooperazione di produzione - lavoro e sociale che, con il terzo bando, ha messo sul tavolo 15 milioni di euro in complesso.

Infine, la Calabria. Ad agosto 2009 ha licenziato, a nove anni dalla legge precedente, le nuove norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale.

Di Francesco Dente
Da: www.vita.it

9 milioni per l’impresa sociale

admin 04_04_2010

È la somma stanziata per il Programma Fertilità del Ministero del lavoro e Invitalia.

Saranno finanziati con 9 milioni di euro i progetti inseriti nella graduatoria del secondo bando Fertilità del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e di Invitalia, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, a sostegno dell’imprenditoria non profit.

Il Programma ha come obiettivo la creazione di nuovi posti di lavoro e si configura come un valido strumento per rafforzare e ampliare il sistema d’integrazione sociale su tutto il territorio nazionale. La somma stanziata consentirà in tempi rapidi il finanziamento delle 73 iniziative ammesse e inserite in graduatoria.

I progetti presentati riguardano il turismo e l’ambiente, i servizi alla rete, i servizi avanzati alla persona, l’istruzione di base e la formazione di eccellenza, la comunicazione nel sociale, produzioni artigianali e industriali, il commercio.

Per le prime 16 iniziative imprenditoriali, Invitalia è già pronta a stipulare dei contratti per un impegno finanziario complessivo pari a 2,6 milioni di euro, determinando un apporto di capitale sociale da parte dei proponenti per 1,1 milioni di euro e la creazione di 112 nuovi posti di lavoro.

Ad oggi, i risultati conseguiti dal Programma sono molto incoraggianti. Sul versante occupazionale, ad esempio, 1.900 sono state le persone impiegate e più di 1.600 le organizzazioni coinvolte come partner di capitali e di progetto. Per questo motivo, si sta pensando al lancio di un terzo bando - quando ulteriori fondi saranno disponibili da parte del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali - per dare nuovo slancio al settore non profit.

Infomazioni sul sito www.invitalia.it

Da: http://www.terzosettore.lavoro.gov.it

Capitale europea dei Giovani 2013

admin 04_04_2010

E’ ancora possibile presentare le domande di partecipazione al bando.

Capitale Europea dei Giovani (EYC) è un titolo concesso dal Forum europeo della gioventù, ad una città europea per il periodo di un anno, durante la quale viene data alla città la possibilità di far conoscere al mondo la sua gioventù, culturale, sociale, politica ed economica e lo sviluppo.

L’iniziativa EYC incoraggia l’attuazione di nuovi idee e progetti innovativi per quanto riguarda la partecipazione attiva dei giovani nella società, e si propone di presentare un modello di ruolo per l’ulteriore sviluppo di altre città europee.

La EYC mira a rafforzare il rapporto tra il livello locale e le istituzioni europee, prestare attenzione alla partecipazione dei giovani a livello locale così come a livello europeo.
Insieme con partner istituzionali e gli altri soggetti interessati, la EYC mira al potenziare formativo e professionale dei giovani a vari livelli.

Il titolo di Capitale Europea della Gioventù, dà l’opportunità ad una città europea di presentare un programma multi sfaccettato, che metta in evidenza la ricchezza, la diversità e le caratteristiche comuni di una Europa intergenerazionale, e l’impiego dei giovani in tutto il continente.
La prima European Youth Capital è stata Rotterdam, in Olanda.

Il Forum europeo della gioventù (YFJ) ha assegnato il titolo EYC 2010 a Torino (Italia) e EYC 2011 ad Anversa (Belgio).
L’obiettivo dello YFJ è attualmente facilitare la fase finale della procedura di selezione dell’ EYC 2012.
Il bando per la EYC 2013 è stato pubblicato il 17 marzo 2009, ed è stato fissato il termine ultimo per la presentazione delle domande per il 22 giugno 2010.

Per ulteriori informazioni visita il sito dello European Youth Forum.

Scarica il bando in lingua originale in pdf (103,4 Kb)
Da: http://www.terzosettore.lavoro.gov.it

Quel graffito sui muri di Monaco

admin 07_02_2010

Cittadino del mondo non rimproverare il tuo vicino di essere… straniero.

«Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. (…) Tra loro parlano lingue incomprensibili (…). Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici, ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche».

Non sono le righe di un giornale xenofobo. Sono parole estrapolate da una nota contenuta nella relazione sugli immigrati italiani presentata all’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso degli Stati Uniti d’America nel 1912.

Nonostante sia passato un secolo, le stesse espressioni, lo stesso linguaggio riecheggiano oggi a volte nel nostro Paese, in modo diffuso, dai bar alle sedi di partiti politici, passando per le istituzioni e la società civile.
Il pregiudizio e la paura generano la sensazione che la convivenza con il diverso è impossibile.
E, naturalmente, passano in secondo piano (se non direttamente nell’oblìo) i numerosi casi di successo e di integrazione di immigrati, di convivenza pacifica tra italiani e stranieri.

In realtà c’è un semplice motivo a causa del quale la tesi del rifiuto non può essere accolta: non si tratta di decidere se aprire o meno le frontiere; la comunità di immigrati in Italia già esiste e in una democrazia il problema della convivenza va gestito nel rispetto dell’individuo.

E ancora, non si tratta solo di rispetto dell’altro in qualunque sua forma, ma anche consapevolezza di sé: ognuno di noi è, anche senza volerlo, cittadino del mondo nel suo quotidiano, quel cittadino lucidamente descritto da un noto graffito disegnato a Monaco di Baviera: «Il tuo Cristo è ebreo e la tua democrazia è greca. La tua scrittura è latina e i tuoi numeri sono arabi. La tua auto è giapponese e il tuo caffè è brasiliano. Il tuo orologio è svizzero e il tuo walkman è coreano. La tua pizza è italiana e la tua camicia è hawaiana. Le tue vacanze sono turche, tunisine o marocchine. Cittadino del mondo non rimproverare il tuo vicino di essere… straniero».

Da: www.vita.it

PROVE D’INTEGRAZIONE IN LIBRERIA

admin 31_01_2010

Il boom delle case editrici straniere.

La cultura italiana? Parla sempre più straniero.
Merito del numero sempre più elevato di editori extracomunitari attivi nel nostro Paese che, secondo i dati forniti dalla Camera di commercio di Milano, nel 2009 a livello nazionale hanno raggiunto quota 109. E se al primo posto ci sono i sudamericani, in tutto 29 (il 16,8%), altri 22 (il 12,7%) provengono da Paesi arabi.

Solo in provincia di Milano l’aumento degli immigrati nel settore è stato del 15% in cinque anni. Un fenomeno cresciuto in parallelo con il netto incremento di libri pubblicati dagli editori italiani sul mondo musulmano. In tutto ben 1.656 titoli in otto anni, con una media che, a partire dal 2002, è stata di 237 l’anno, cioè di due volumi ogni tre giorni.
È quanto emerge dallo studio, dal titolo L’Islam nell’editoria libraria, realizzato da Gianni Galleri dell’Università di Tor Vergata.
E se dopo l’11 settembre le tematiche legate all’universo musulmano sono entrate di prepotenza nelle librerie, lo stesso non può dirsi per gli autori dei Paesi arabi.

Su 110.296 titoli stranieri tradotti in italiano in otto anni, solo nel 4,7% dei casi il testo originale era in arabo (5,6% con persiano e turco). Anche perché solo il 3,1% delle case editrici del nostro Paese è in grado di tradurre da questa lingua, e dunque la maggior parte dei libri sull’Islam sono scritti da autori americani o francesi.

Un importante ruolo di “ponte” tra questi due mondi, uno rivolto agli immigrati e l’altro a chi è nato nel nostro Paese, può essere giocato da quattro case editrici islamiche fondate da altrettanti italiani convertiti: al-Hikma di Hamza Piccardo, Edizioni del Calamo di Rosario ar-Rahman Pasquini, Orientamento di Ludovico Zamboni e At-tariq di Iqra Bulic. Nata a Milano, 38 anni, figlia della scrittrice Dora D’Alò, Bulic ha scelto di aderire alla religione musulmana quando ne aveva 30.
«Obiettivo della mia casa editrice è fare conoscere l’Islam autentico, distinguendolo dalle opinioni personali e sfatando luoghi comuni e pregiudizi», osserva Iqra, che si presenta con il niqab, il velo integrale con solo due fessure per gli occhi. Una scelta che è arrivata dopo anni di lavoro come interprete, con due grandi passioni: i viaggi e la danza. «All’inizio non è stato semplice spiegare questa decisione alla mia famiglia: mia madre mi aveva sempre educato ad avere una mentalità molto aperta e l’Islam era vista da lei come una religione retrograda. Con il tempo però è riuscita ad accettare questa svolta».
E conclude Bulic: «Tra gli argomenti al centro dei volumi di At-tariq ci sono la spiritualità musulmana, le pratiche di culto legate alla vita quotidiana e la condizione femminile. Sfatando l’idea che nella nostra religione la donna sia messa in secondo piano».

Da: www.vita.it

Giornata della memoria - Iniziativa a cura di Forum del Terzo Settore Lazio e Centro comunitario ebraico Il Pitigliani.

admin 26_01_2010

In occasione della giornata della memoria
Forum del Terzo Settore Lazio e Centro comunitario ebraico Il Pitigliani
Presentano:
Morire… e vivere sempre
Un viaggio in Europa nel tempo delle leggi razziali

Giovedì 28 gennaio ore 18.00
PITI caffè
Via Arco dei Tolomei 1, Roma (senza barriere architettoniche)

Testimonianze, interventi, ricerche, mostre, DVD, poesie, musiche.

per continuare a ricordare, per mantenere nella Memoria insieme agli ebrei alcune figure sociali vittime della pulizia etnica nazista e fascista: gli omosessuali, i rom, i disabili….
Farà da contrappunto l’intervento di alcuni giovani in servizio civile.

A cura di:
Forum del Terzo Settore del Lazio, Centro Comunitario ebraico Il Pitigliani, Arcisolidarietà, ArciGay, Circolo Mario Mieli, Agenzia per la vita indipendente

Coordinamento Nazionale PRIMO MARZO 2010

Nuovi programmi per i Cesvol dell’Umbria

admin 04_12_2009

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Con le assemblee di Perugia (26 novembre) e Terni (30 novembre) i CESVOL Umbri hanno approvato i piani strategici 2010-2011 ed i piani operativi di programmazione 2010. Le assemblee hanno condiviso ampiamente le proposte avanzate dai presidenti che dovevano fare i conti con una contrazione di risorse attorno al 20%. Cinque gli obbiettivi strategici: promozione del volontariato giovanile, promozione di reti di e tra Organizzazioni di Volontariato, promozione di capacità di lettura dei problemi sociali e progettazione strategica, promozione del volontariato come cittadinanza attiva e capacità di advocacy e promozione della partecipazione dei volontari. I due presidenti Luigi Lanna di Perugia e Gianfranco Lamperini di Terni nelle rispettive assemblee hanno riconfermato la volontà di intensificare la collaborazione a livello regionale. Uno dei primi obbiettivi sarà la proposta di una convenzione da proporre alla Diezione Scolastica Regionale per istituire sportelli di promozione del volontariato nelle scuole.

BOCCIATO L’EMENDAMENTO SUL 5 PER MILLE. OLIVERO: “LA SUSSIDIARIETA’ NON E’ ELEMOSINA”

admin 25_11_2009

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“Grave preoccupazione” questo il sentimento che si respira nel terzo settore italiano alla luce della bocciatura, da parte della maggioranza parlamentare, dell’emendamento presentato in commissione al Senato per reinserire il 5 per mille per l’anno 2010.

“Non solo non si è mantenuto l’impegno di stabilizzare il 5 per mille, ma oggi si cancella lo stesso strumento di sussidiarietà fiscale” afferma il portavoce del Forum del Terzo Settore Andrea Olivero, che esprime “il forte disagio di decine di migliaia di organizzazioni sociali italiane tradite dallo Stato a fronte del loro impegno generoso nei confronti della collettività”.

“Come si può andare avanti così, senza poter programmare né stabilizzare i propri progetti?” si chiede Olivero “Forse il legislatore non sa che proprio in questi tempi di crisi le nostre organizzazioni hanno moltiplicato le iniziative e sono in prima fila per la tenuta sociale del Paese? La sussidiarietà non é elemosina, ma qualcuno sembra non averlo ancora capito.”

Il Forum del Terzo Settore ha deciso di chiedere un incontro al ministro Sacconi, che nel Libro Bianco sul welfare ha dato ampio spazio alla sussidiarietà e al ruolo del terzo settore, per esprimergli queste preoccupazioni e chiedere al Governo un immediato gesto di responsabilità.

Comunicato stampa 36/09
Roma, 29 ottobre 2009

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